Troppi immigrati a Varazze

E’ sotto gli occhi di tutti, Varazze, così come il resto d’Italia, continua a vedere un flusso di gente che arriva. Arriva da un mondo così lontano da noi, dal nostro modo di vivere, che ci sgomenta e ci preoccupa. Legittimamente.
Ci chiediamo cosa succederà, cosa faranno e dove andranno queste persone, conoscendo tutti i problemi che gli Italiani, e i Varazzini, devono affrontare tutti i giorni, temiamo di non poterci accollare anche i problemi di altri.
Purtroppo è così: è difficile immaginare che anche solo una parte di questi nuovi arrivati possano trovare il modo di integrarsi nella nostra città.
Ci diciamo che questa è una fase di emergenza, che le strutture che li ospitano lo possono fare solo per brevi periodi di transito, ma la realtà è che questa fase di emergenza dura da mesi e anni, e non ci sono previsioni che possa attenuarsi nel prossimo futuro.
La parte ‘occidentale’ del pianeta si interroga su come affrontare questo problema e le soluzioni potranno solo arrivare dai livelli più alti delle istituzioni a partire dall’ONU.
Ma intanto? Intanto l’Italia è lasciata sola dall’Europa, anche a causa di scriteriati patti firmati da Centrodestra e Lega (accordo di Dublino) che legittima gli altri stati a girarsi dall’altra parte.

E noi, nel nostro piccolo possiamo solo  chiederci: cosa succede in città? Succede che molti (ma non moltissimi) comuni in Italia hanno aderito ad un accordo con il governo per fissare quote di ospitalità diffuse sul territorio nazionale. Varazze, come tanti altri comuni, si è resa disponibile e gli è stata assegnata una quota, fissata dapprima in 2,5 migranti per ogni 1000 residenti, poi alzata fino a 5 ogni 1000.
Il comune aderente ha diritto a chiedere di fermarsi e non superare quella quota.
A Varazze varie realtà private hanno dato la loro disponibilità ad accogliere immigrati. Ricevono un rimborso dal ministero per ogni persona che ospitano, e il comune non gli ha negato la possibilità di farlo.
Le persone ospitate dovrebbero ricevere, oltre a vitto e alloggio, un pocket-money di circa 2,5€ giornaliere, oltre a indumenti o altri beni provenienti da raccolte di beneficienza di vari enti o di privati. Se rientrano in questo piano di ospitalità dovrebbero essere stati tutti identificati e riconosciuto loro il diritto di asilo (ci riserviamo di usare il condizionale per prudenza, perchè certe procedure in Italia sono talvolta lunghissime).
In questo modo Varazze ha superato la quota prevista dagli accordi e dalla prefettura; di quanto? Bozzano in una intervista dichiara che siamo a quota 7,24 per mille, quindi solo 2,24 punti in più, ma se, da bravo ragioniere, avesse calcolato una percentuale, avrebbe dovuto dare una cifra molto diversa.
Quel 2,24 è circa il 45% in più della quota prevista dalla prefettura. Detto così suona in modo un po’ diverso…..

Come considerare la situazione?
Non bella: tanti giovani sfaccendati in giro per le nostre vie possono generare un po’ di timore e diffidenza (non vogliamo assolutamente usare la parola razzismo per definire l’atteggiamento dei Varazzini).
Non ci sono molte possibilità di intervento a livello locale, a causa di leggi ottuse e di forze di polizia esigue,  e la cosa peggiore è che non ci sono prospettive di una soluzione in vista.
Inutile ricordare come Varazze resta comunque un paese in cui quotidianamente vediamo arrivare un buon numero di altre persone, anche loro per la grande maggioranza di origine africana, che hanno spesso documenti e permessi di soggiorno in regola, ma che praticano commercio abusivo.
Pratica da contrastare per scoraggiare la contraffazione e per ragioni di equità fiscale.
Molti tendono a sovrapporre e confondere i due fenomeni e certo è che sono problemi che si sommano, ma ancora una volta va combattuto il rischio che nascano sentimenti di discriminazione.
Occorre condannare senza appello chi giudica altri esseri umani tenendo conto di un solo fattore : il colore della pelle.
Allo stesso modo va condannato chi commette atti criminosi, di qualunque colore sia.
Stiamo alla finestra, cerchiamo di tenere gli occhi aperti, ma di non creare allarmismo per guai che, fino ad ora, non si sono verificati.
Speriamo che sia la solidarietà tra esseri umani a risolvere queste situazioni facendoci sentire più che mai tutti cittadini di un solo mondo. Partendo dalla nostra piccola realtà per arrivare a tutto il pianeta.

One Reply to “Troppi immigrati a Varazze”

  1. Ho letto il post una prima volta di getto. Poi l’ho letto una seconda volta fermandomi a riflettere su alcuni punti. Infine l’ho letto una terza volta pensando al significato dei tre periodi in cui è diviso. Arrivato in fondo ho pensato: …. quindi?
    Nel primo periodo ci sono delle ovvietà (certo che i Varazzini e gli Italiani in generale sono preoccupati di questi continui flussi migratori che sembrano non fermarsi), ci sono dei luoghi comuni (l’Italia è lasciata sola, gli immigrati non si integrano facilmente, ecc), e c’è anche una polemica politica che non guasta mai (il trattato di Dublino firmato da Berlusconi e … chi l’avrebbe detto … dalla Lega, veramente legittima gli altri Stati a fregarsene dell’Italia, della Grecia e degli altri paesi in prima linea col fenomeno migrazione?)
    Il secondo periodo vorrebbe parlare della nostra realtà locale, ma lo fa in modo un po’ troppo superficiale. Se si vogliono dare dei numeri perchè non cominciare a dire quanti migranti ci sono oggi a Varazze? Facciamo due conti: siamo poco più di 13.000 abitanti, se è vero che Bozzano ha dichiarato che siamo a quota 7,24 per mille, da buon ragioniere uscito dal Pertini, ho calcolato che dovrebbero essercene circa 94 o 95. Sono tanti o pochi per una città come la nostra? Per me la domanda più importante è: queste persone cosa fanno tutto il giorno in attesa di sapere se sono rifugiati con diritto d’asilo oppure devono tornare a casa loro? Imparano la nostra lingua, un mestiere, le nostre leggi, tutte cose che potrebbero aiutarli a integrarsi no? E poi: la loro presenza incide sulle casse del comune o l’ente si limita a dare il permesso ai privati (cooperative, associazioni, ma ultimamente anche alberghi), che a fronte di una remunerazione dallo Stato li ospitano? Il comune fa dei controlli sulle strutture e su cosa succede dentro?
    Infine il terzo periodo dovrebbe essere una sintesi dei due precedenti, magari potrebbe accennare a qualche risposta, perlomeno dovrebbe far capire quale è l’opinione di chi ha scritto il post. Io ho un semplice diploma in tasca, per cui non ho trovato delle risposte nè ho capito cosa pensa chi ha scritto il post. Dire che la situazione non è bella è un’altra ovvietà. Dire che non ci sono molte possibilità di intervento a livello locale è un luogo comune. Ma siamo proprio sicuri che sia così? A Savona dovevano portare un po’ di gente alla Conca Verde, ma dopo le sollevazioni dei residenti non se ne è fatto più niente. Non ho capito poi l’accenno ai “vu cumprà”. Se non si voleva confondere i due fenomeni (migrazione e abusivismo) allora non era il caso di tirare fuori la cosa in questo contesto. La chiusura del post con la soluzione della situazione che sta nella solidarietà tra essere umani poi è quanto di più astratto ci possa essere. Anche un alunno delle elementari avrebbe potuto scrivere una frase del genere, ma concretamento cosa dobbiamo fare?
    Mi scuso con l’autore del post, ma dopo averlo letto un’altra volta la mia domanda è …. quindi?

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