Cresciamo

Un attivista, un amico, ci invia questa mail di riflessioni. A volte serve allontanarsi un po’ dai problemi quotidiani per avere un orizzonte più ampio nella nostra vita. Questa, soprattutto questa, è politica. Grazie all’autore e buona lettura a tutti.

 

Ai bambini piccoli piccoli si impone il tipo di cibo, il cambio di biancheria, le ore di sonno.
Cercando il meno possibile di entrare nel merito della scottante questione dei vaccini, che salvano vite umane,e che non sono scevri da potenziali effetti collaterali, come qualunque altro prodotto biochimico, resta l’imposizione de lege di qualcosa di cui, a giudizio del legislatore, il singolo individuo non è in grado di farsi carico: il bene comune.
Infanti, dunque. Un popolo di infanti.
Bimbi che per far prima non differenziano i loro rifiuti, mischiandoli come viene nei cassonetti. Come se loro o i loro figli o i figli dei loro amici non avessero un danno dall’inceneritore che servirà per eliminarli.
Bimbi ipnotizzati dalla favola di chi promette la magia per far sparire le migliaia di immigrati che, come accade da sempre, si spostano per cercare di stare meglio. Una magia più forte della fame, certo.
Ma un popolo è un popolo tutto intero.
E allora il popolo-infante elegge politici-infanti. Che, ancora, si fermano all’interesse particolare, magari il proprio, lontani dall’inarrivabile concetto di bene comune. Come se l’essere potenti, o ricchi, rendesse buona l’aria che respiri o il cibo che mangi.
Un popolo-infante è amministrato da amministratori-infanti. Che concedono, per piccolo ritorno, di costruire condomini-alveare e box svuota-terra, come se il guadagno immunizzasse se stessi ed il loro nipotino che nascerà nel 2050 dall’inquinamento urbano.
Nel merito, non c’è alcun giudizio. Mai.

Questo è il momento.  Solo un bambino piccolo si indigna perché un bambino piccolo si comporta da bambino piccolo.
Un adulto fa  di tutto perché cresca e stia bene, e sia Bene per sé e per gli altri.
Noi siamo “la gente”.
Siamo “Bene” alla nostra crescita e a quella degli altri ogni volta che  salutiamo con gratitudine il nostro cucciolo al mattino ed ogni volta che raccogliamo la sua popo’ sul marciapiede; ogni  volta che diciamo “ grazie” sul lavoro e non ci indisponiamo perchè non ci dicono “grazie” sul lavoro;ogni volta che non occupiamo un posto disabili con l’auto né ci accaparriamo furbamente un tagliando disabili sfruttando l’handicap del nonnino che tanto non esce mai; quando facciamo la fatica di farci un’opinione che vada oltre il TG, su un tema che riteniamo fondamentale; quando, sorridendo, inneschiamo sorrisi; quando ci sforziamo di occuparci della nostra salute, mangiando ciò che ci fa bene, imponendoci un po’ di attività fisica ogni giorno, utilizzando rimedi il più possibile naturali per le malattie.
Cresciamo, stiamo già  crescendo, come individuo e come comunità, per diventare adulti, responsabili delle proprie azioni e consapevoli delle conseguenze.
Gli esempi di onestà intellettuale e morale, di generosità, di passione nel vivere sono intorno a noi, se li vogliamo vedere. Forse siamo noi.
Il tempo che ci vorrà non dipende da noi, sarà un dono per i figli, o i nipoti, o i nipoti dei nipoti.
Il tempo che ci vorrà non dipende da noi,   la volontà sì.

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