RETROPORTO: RIMORSO OD OPPORTUNITÀ?


MOVIMENTO 5 STELLE, problemi di varazze, varazze, Varazze2019 / domenica, Febbraio 10th, 2019

“Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto, chi ha dato, ha dato, ha dato, scurdammoce ‘o ppassato…”

diceva la canzone, ma non sempre è così facile dimenticare. Soprattutto quando ci si rende conto di aver commesso degli errori. Non in quanto movimento politico, ché all’epoca nemmeno esistevamo, ma come cittadini, come comunità. Quando il pensiero torna indietro nel tempo, dai primi anni duemila alla stipula della convenzione tra Comune e Anteo srl, avvenuta nel lontano 2011, convenzione che regolamenta i lavori di ristrutturazione urbanistica del retroporto varazzino, è come se la nostra “coscienza” di cittadini cominciasse a morderci, ad azzannarci per ricordarci l’errore commesso: proviamo una sorta di “rimorso” collettivo. Nel 2011 l’economia mondiale era già in crisi da almeno tre anni, ma la nostra amministrazione di allora non si fece tanti scrupoli e firmò un accordo che prevedeva la costruzione di 37.000 mc di nuovi alloggi nella zona del retroporto, tecnicamente denominata T1: un’operazione immobiliare da svariati milioni, che sarebbe stata “normale” fino a qualche anno prima ma che si rivelerà, ahinoi, totalmente fallimentare nel contesto della nascente crisi.

Tant’è vero che, trascorsi quasi otto anni, solo adesso le prime ruspe hanno fatto la loro timida comparsa nell’area di cantiere. Pare che il proprietario delle aree, una società privata chiamata Anteo srl con sede a Torino, abbia infatti finalmente ottenuto i finanziamenti necessari alla realizzazione del primo dei tre lotti in cui l’intero progetto è stato suddiviso. Nel frattempo, l’attuale amministrazione ha fatto di tutto per favorire la partenza dei lavori: dapprima “lottizzando” il progetto e “rateizzando” il pagamento degli oneri (opere di urbanizzazione del valore complessivo di oltre 5 milioni) e degli extra-oneri (3 milioni di euro in favore delle casse comunali); poi riducendo la taglia degli alloggi da realizzare, passata da un minimo di 50 mq ad una media di 50 mq (e minimo di 38). Nel secondo caso, oltretutto, andando apertamente contro gli interessi della collettività, che certamente avrebbe tratto maggiori benefici dalla realizzazione di appartamenti in grado di ospitare dignitosamente almeno una famiglia. Tutto questo per favorire la partenza di un progetto anacronistico, che prevede la realizzazione di nuove unità abitative residenziali in un periodo nero per tutto il comparto: basti pensare che, dal 2011 al 2017, i valori immobiliari in provincia di Savona sono calati del 10% ed il numero di transazioni è ancora ben al disotto dei livelli precrisi.

Insomma, qualsiasi cosa avessero deciso di fare nel retroporto varazzino nei primi anni 2000 sarebbe stato meglio che farci le solite case! Facile parlare col senno di poi? Certamente, è vero. Ma, consapevoli ormai che un errore fu commesso, perché non trasformare un rimorso in un’opportunità? Abbiamo deciso di cambiare rotta e, se ce ne darete l’opportunità, proveremo ad accordarci con Anteo e a modificare la convenzione. A vantaggio di tutti, naturalmente. Sia per i cittadini, sia per il costruttore. Siamo ancora in tempo: due lotti su tre sono ancora fermi e possono vedere cambiate in meglio le loro sorti. Un piccolo pezzo di città tornerà ai Varazzini. Stay tuned…

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