VAZE WARS

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Varazze di Ponente, oltre l’orlo esterno.

Tra scherzo e vittimismo quest’estate sono apparse delle divertenti t-shirt con il logo:
GRANDUCATO SANNAZARIO – BRONX OF VAZE

Esercenti, abitanti e anche molti turisti le hanno indossate per esprimere un sentimento diffuso:
Varazze sembra terminare al “garbasso” (l’arco che sovrasta il caruggio subito dopo Ceriani
Calzature).

Da lì proseguendo verso il Far West si entra in un altro paese. Pochi negozi, pochi passanti, fino a
che, camminando camminando, si supera l’ultima frontiera della civiltà (la Farmacia Renna) e, oltre
l’orlo esterno della galassia, si arriva a Hiroshima The Day After.

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Quella spianata di macerie su cui germogliano ormai le erbacce ha un nome, come quelli dei robot
di guerre stellari: T1.

Ci sono molti motivi per cui il MoVimento 5 Stelle Varazze è legato a quella zona.

Sarà il ricordo dello storico show di Grillo che presentò al Boschetto la lista Gente Comune nel
2009. Sarà che il primo consigliere comunale a 5 stelle, Stefano Vallerga, lavora da una vita in quel
rione. Sarà che in generale abbiamo un debole per chi si sente almeno un po’ (a torto o a ragione)
discriminato. Sta di fatto che, ancora una volta, i problemi del quartiere San Nazario sono sotto gli
occhi di tutti:

 I Cantieri restano lì, in attesa di sbriciolarsi per cause naturali, come mausoleo di una storica arte,
la cantieristica, che non abita più qui.

Il Parco del Boschetto sarà presto chiuso per lavori. Dopo che si è riusciti a rendere pubblico uno
spazio naturale bellissimo, l’unico esistente nel nostro cementatissimo centro storico, le speranze
di vedere recuperata e goduta da tutta la città questa nostra piccola luna boscosa, rischiano di
concludersi con la misera concessione a un privato della gestione del Parco come onere
accessorio allo sfruttamento commerciale di un chiosco-bar.

E infine il nodo dei nodi: T1.

Non è il nome di un terzo simpatico robottino, dimenticatevi R2 e C3.

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Se vogliamo restare in tema Star Wars, diciamo che, per chi ha la stessa passione che abbiamo
noi per il cemento, questa sigla rischia di rappresentare più una specie di …..Morte Nera!

T1 storia di una trilogia

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Tanto tempo fa, in un quartiere lontano lontano…

Un mucchio di capannoni in rovina. Le macerie di una antica civiltà industriale veramente poco
adatte ad un paese che sente ormai di possedere una vocazione turistica predominante.
I capannoni non erano in mezzo al deserto. Avevano di fronte un’altra serie di capannoni fatiscenti,
nei quali però ancora si lavorava alla fabbricazione di barche, un po’ più in là c’era un porticciolo
sgangherato e un vecchio, glorioso campo sportivo sulla cui ghiaia si erano sbucciati le ginocchia
tante generazioni di sportivi varazzini.

Bisogna essere davvero vecchi come il maestro Yoda per ricordarsi questa situazione.

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Quell’agglomerato di residui post-bellici era davvero sconcertante. Superare il cancello ed entrare
nel cimitero, con la sua sobria architettura neoclassica, era quasi un sollievo, un allargarsi del
cuore, confrontato con il senso di decadenza che regnava fuori.

Se fosse mai esistito un amministratore degno di tale nome, negli ultimi 40 anni, avrebbe dovuto
capire che quella zona non si poteva abbandonare a se stessa, non potevano essere i privati
proprietari dei singoli lotti di macerie a decidere l’inevitabile rinnovamento di quel quartiere ormai
ex-industriale.

Invece non è mai nato un progetto globale, nessuno ha mai avuto una visione di un ponente
varazzino ordinato e organizzato, per non dire addirittura bello.
Adesso sembra anche troppo facile dire cosa si poteva fare e non si è fatto.
Sfruttare l’appetibilità di un nuovo porto per ottenere uno spostamento dei cantieri alla sua
estremità Ovest, sotto il promontorio dell’Aspera laddove non avrebbero ostruito la vista mare di
nessuno.

Sgomberare così il passaggio perchè la nostra splendida passeggiata terminasse direttamente
nel porto rinnovato.
Permettere ai capannoni retrostanti di godere di una magnifica vista mare, così da essere
irresistibili per un privato che, per poterli trasformare in appartamentini di lusso, avrebbe potuto
realizzare un nuovo moderno campo sportivo ed un polo servizi (C.R.I., Protez.Civile e VVFF).
Facile.
Come tessere del domino ben piazzate, le cose potevano incatenarsi in una reazione positiva per il
quartiere, per la città e probabilmente anche per i privati investitori.

Invece.

Ogni sindaco, ogni amministratore, cerca di lasciare a sua memoria un pezzetto di qualcosa,
qualunque cosa purchè sia una cosa nuova.
Così nascono gli spezzatini, e i pezzi diventano sempre più piccoli e sempre meno legati tra loro,
addirittura in contrasto tra loro. Ma la cosa urgente è realizzare qualcosa nel proprio mandato
amministrativo.
Questo farà entrare oneri al Comune, questo farà avere, a chi firma il permesso, la gratitudine di
gente importante e ricca, che potrebbe un giorno voler e poter ricambiare il “favore”. Non con
denaro, sappiamo che non si può e questo a Varazze non succede …. , ma con altri favori, diciamo
con benevolenza di ritorno. Che c’è di male?

Niente di illegale, niente di losco.

Amicizie.

Un gruppo di amici così forse Lucas lo chiamerebbe: Federazione dei Mercanti.

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Così, tanti anni fa, un privato ha potuto rinnovare, abbellire ed ampliare il porto (che adesso è suo).
Così, per esempio, si sta tirando su una villetta vista-lapidi proprio sul centro di pompaggio della
fognatura.

Così si proseguirà, un palazzo alla volta, una colata di cemento alla volta, senza un vero progetto,
pur di incassare qualche onere, pur di accontentare qualche amico.
Di questa meschinità si nutre il lato oscuro della forza, anzi, nel nostro caso è forse più adatto
definirlo: il lato grigio. Il colore del cemento.

Episode I : IL REFERENDUM

C’è stato un periodo in cui sembrava che nella galassia potesse regnare la Forza e con essa la
democrazia.
A Varazze, nel lontano 2007 ci fu addirittura una consultazione popolare per decidere del futuro
della città. Un referendum sul retroporto.
A quel tempo il ‘cancelliere’ era Busso, esisteva un progetto organico, anche se la partita del porto
era già stata giocata e non era più possibile spostare i cantieri, e ci fu un tentativo di spiegare il
progetto alla cittadinanza per chiederne l’approvazione.
Varazze visse una giornata di democrazia. Ma come finì?

Ancora oggi ci si chiede cosa accadde davvero.

La maggioranza dei varazzini approvò il progetto, per poi scoprire che forse quel progetto era più
che altro una fantasia, non era realistico, nessuno sarebbe stato disposto a metterlo in pratica.
Addirittura certi dettagli, come un hotel di lusso a 5 stelle (a quei tempi non c’erano allusioni
politiche al MoVimento), erano solo ologrammi, decorativi, ma inconsistenti.
In pratica ancora oggi non si sa perchè gli abitanti della galassia siano stati chiamati a votare, c’è
chi mormora che tutto facesse parte di un grande complotto ordito da mandanti nascosti, cavalieri
sith, gran maestri del lato grigio della forza.
Il cancelliere Busso lo sapeva? O anche lui è stato ingannato? Chissà. Questo accadeva tanti e
tanti anni or sono.

Episode II : LA “MORTE GRIGIA” DEL CANCELLIERE CARLETTO

Arrivarono le elezioni del 2009.
Il vento di Berlusconi soffiava impetuoso. Con il logo ed il simbolo del PDL Varazze, Johnny Delfino
sbaraglia i concorrenti e si insedia al Parlamento Galattico di Viale Nazioni Unite.
Il cavallo di battaglia della campagna elettorale è uno solo: il progetto del Cancelliere Carletto – La
“Morte Grigia”.

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Tutto ruota intorno allo stadio, da costruire al Salice, dopo robusto lavoro di consolidamento della
collina franosa, con contorno (perchè no?) di una cintura di graziose villette di cemento.
Cemento a profusione serve per trasformare il vecchio Pino Ferro, diventato inutile, in una piscina
e centro benessere (gestito poi da chi?).

Tutte queste grigie megastrutture si pagano con gli oneri derivanti dal vero cuore cementifero della
Morte Grigia: una stecca di palazzoni che rimpiazzeranno i capannoni decrepiti della zona T1.
Un alveare di micro-appartamenti da 50 mq tutti ad uso seconda casa, compreso un ‘piccolo’
grattacielo che sarà posato là dove una volta c’era un distributore di benzina.
Il lato grigio della Forza non è mai stato così potente.
Tutto è pronto, il vecchio stadio diventa area cantiere e ufficio vendite, partono una dopo l’altra le
demolizioni fino alla attuale spianata di macerie, e poi …..
…. nulla.
Tutto si ferma. Tutto ristagna. L’ufficio vendite è vuoto, sempre vuoto, vuoto come lo spazio
profondo.
Le erbacce cominciano a coprire le macerie. Cosa è successo?
La crisi.
Quegli appartamenti che l’Impero credeva di poter vendere a 10 mila Euro a metro quadro, non ne
valgono più nemmeno 1. Se si trovasse almeno un possibile compratore, si potrebbe clonare e
farne un esercito, ma neppure uno si presenta nell’ufficio sul vecchio Pino Ferro.
Più devastante di un bombardamento di caccia stellari ribelli, la crisi attacca. Il progetto di Carletto,
colpito al suo centro energetico, il flusso di denaro, esplode in un Flop assordante.
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…..e adesso?
Il lato Grigio non sottovalutare, ….. potente esso è!

Episode III : L’ALLIEVO BOZZANO ABBRACCIA IL LATO GRIGIO DELLA FORZA

Nei lunghi anni di cancellierato di Carletto, un personaggio si mette in luce. E’ il capo della
minoranza nel Parlamento Galattico: Bozzano.
Pur lanciandosi spesso in offensive verbali contro l’Impero durante le sedute del Consiglio
Comunale, egli a volte tradisce una certa ammirazione per i poteri del Cancelliere.
La seduzione del potere del lato Grigio è irresistibile, pur senza mai ammetterlo, Bozzano assorbe
l’esperienza di Carletto e ne diviene forse inconsapevolmente il più fedele apprendista.
Quando il maestro perde le elezioni del 2014, il lato Grigio non si indebolisce: l’allievo è ormai
pronto, e diventando nuovo Cancelliere non può che avere un sogno: portare a termine il lavoro di
Carletto realizzando una Morte Grigia tutta sua.
Il temibile avversario che ha fermato il primo progetto però è ancora temibile. La crisi non ha
smesso di insidiare i progetti dell’Impero.
Non potendola annientare, occorre aggirarla: concedendo ai privati tutto quello che desiderano pur
di vedere gru e betoniere finalmente in azione.

E allora ancora dilazioni per ritirare i permessi, ancora anni di concessione gratuita del campo
sportivo come area cantiere, e infine rateizzazioni e allungamento dei termini di pagamento degli
oneri di urbanizzazione, e attenuamento delle garanzie di copertura…

Ancora non basta!

Allora i privati chiedono e ottengono anche lo Spezzatino Interplanetario:
nessun obbligo di costruire davvero tutto, ma un pezzo alla volta, quando e SE vorranno.
Vogliono cominciare con la parte più buona, il grattacielo vista-mare? Possono.
Potrebbero non essere più interessati ai pezzetti commercialmente meno appetitosi, e cosa gli
potrebbe capitare? Niente.
Basta non ritirare il relativo permesso edilizio, e tutti gli abitanti della galassia continueranno a
veder crescere le erbacce, per anni, sulle nuove macerie e sul vecchio campo da pallone.
Anche il lato oscuro della Forza sa essere molto accondiscendente …. coi suoi amici.
Cosa avranno in cambio di tanta accondiscendenza i cittadini?
Di preciso non si sa.
Il lato grigio della forza non dice nulla ai suoi sudditi. Loro devono ubbidire e non hanno diritto di
sapere nulla.
La piscina è ormai storia vecchia. Croce rossa, protezione civile e pompieri sono già sistemati, chi
più e chi meno.
Ma allora, in mancanza di una revisione del vecchio progetto del Cancelliere Carletto, non è dato
sapere che forma potrà avere il futuro di quelle aree.
Noi ce lo immaginiamo così

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Senza dubbio i grandi signori del lato Grigio (Busso, Carletto e Bozzano) sarebbero fieri di vedere
quest’opera sospesa là dove una volta giocava il Varazze F.C.

Non c’è più speranza?

Non ci sono più ribelli a contrastare i progetti del nuovo signore dei Sith?

Si, le opposizioni ci sono, ma Bozzano, forte della recente vittoria elettorale, le zittisce e le snobba.
Sono voci deboli, insignificanti, si possono schiacciare.
I privati costruttori, invece, loro sì, sono forti e ricchi. Loro vanno riveriti ed accontentati, perché la
loro alleanza ed amicizia sono indispensabili.

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Ecco il nuovo Darth Fener di Varazze:
Forte con i deboli e debole con i forti. Ecco chi abbiamo al timone della città.
Prepariamoci a venire ricoperti dalla più grande colata grigia nella storia della galassia.
E se un giorno racconteremo queste avventure ai nostri nipotini, potremo iniziare così:
“Tanto tempo fa, in un quartiere lontano lontano……”
E’ così che inizia la storia di VAZE WARS .
Il finale non è ancora scritto, questa era solo la prima trilogia.
I veri appassionati di Star Wars certo ricordano il titolo dell’Episodio IV della saga originale firmata
Lucas.
Se sono vecchi come Yoda probabilmente lo hanno visto proiettato al Cinema Teiro nel 1977.
Il titolo è: UNA NUOVA SPERANZA. ….. prendiamolo come un augurio.

 

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